Trollbabe, ma meglio

Io ho un rapporto molto conflittuale con Trollbabe. Trovo che, esteticamente, sia una delle cose più interessanti mai uscite (soprattutto l’edizione italiana, con le spettacolari illustrazioni di Claudia Cangini). L’idea della Trollbabe, questa creatura che non si sa da dove venga ma sta a metà tra due mondi in confilitto, le illustrazioni che mescolano vikingume e celti come i Folkstone dei tempi d’oro (e, ragazzi miei, se non li avete ascoltati e visti dal vivo allora vi siete persi delle cose che Odino levati)… Insomma, per me Trollbabe è bello. Peccato che le meccaniche mi facciano cagare e che mi abbia deluso così brutalmente che ho ceduto il manuale in cambio di una birra piccola (era una buona birra, va detto).

Cosa non mi piace di Trollbabe? Fondamentalmente il fatto che io e Ron Edwards abbiamo due definizioni di quello che è interessante al tavolo di gioco che sono diametralmente opposte. Mi spiace, Ron, ma non potremo mai divertirci a giocare assieme.

E allora, come lo facciamo, bene, Trollbabe? Con la Vecchia Scuola, che cazzo. Prendete le forbici dalla punta arrotondata e la colla vinilica, che ci sarà da assemblare un po’ di pezzi. Sarà un bel Frankenstein, quindi dovrebbe restare system-agnostic.

Classe

La cosa più facile da fare è prendere un Elfo (stile Moldvay) e farci un po’ di refluff. Alla fin fine è sia Combattente che Magic User e se lo imbotti di ormoni della crescita e ci incolli sopra due corna viene una Trollbabe passabile. Un’altra opzione è di alternare un livello da Combattente e uno da Magic User (partendo come Combattente). In entrambi i casi, la parte da Combattente è quella più facile da realizzare, mentre per la magia dobbiamo lavorarci un po’ su, perché le Trollbabe hanno due tipi di magia: la magia umana e la magia troll.

Magia

Quando avanza di livello come Magic User, la Trollbabe deve scegliere se apprendere nuova magia umana o nuova magia troll.

La magia umana è normale, per quanto possa essere normale la magia in un setting weird. Diciamo però che possiamo affidarci alla magia del nostro sistema vanciano preferito.

La magia troll è più caotica e brutale. Personalmente vedo due modi di farla: o un bel sistema di generazione casuale (a me piace moltissimo quello di Maze Rats) o un sistema basato su reagenti e rituali, come quello che avevo consigliato tempo fa di Wilderlands. Onestamente non vedo, però, perché non combinare le due cose.

Come in Maze Rats, diamo tre proprietà agli incantesimi: Effetto, Elemento e Forma. Se consideriamo ogni incantesimo come una frase, l’Effetto è il verbo, l’Elemento è il soggetto (o il complemento oggetto) e la Forma è un avverbio. Quando una Trollbabe impara un nuovo incantesimo troll, tirate su una tabella casuale alla Maze Rats il formato dell’incantesimo (cioè come si costruisce la frase). Se c’è un Effetto, determinatelo casualmente. Se c’è un Elemento, questo dipende dal Reagente usato (e quindi lanciare uno stesso incantesimo con Reagenti diversi lo modificherà). La Forma la lascerei casuale, con la possibilità di alterare leggermente il risultato a seconda di come viene lanciato l’incantesimo. Se l’incantesimo viene lanciato immediatamente, si tiene il risultato di base. Se viene lanciato con delle rune, si può scegliere una forma che sia a massimo 2 punti di distanza da quella di base (usando la tabella di Maze Rats, se la forma tirata casualmente è 63 - Scream, si potranno anche scegliere 61 - Rift, 62 - Road, 64 - Seal, 65 - Sentinel). Se viene lanciato in un rituale, ci si sposta di 1 punto ogni 10 minuti di rituale. Usare il doppio dei Reagenti permette di muoversi di 1 punto. Una lista in ordine alfabetico, come quella di Maze Rats, ha il vantaggio che c’è molta varietà (e quindi cambiare il modo di lancio ci apre moltissime opzioni), mentre una per tipo forzerebbe un livello di coerenza che, secondo me, stona molto con la natura caotica che vedo nella magia troll.

Assicuratevi di avere in mente tanti reagenti (la lista degli Elementi di Maze Rats è ottima, perché un buon 80% degli Elementi sono già reagenti) e che siano strani. Diversi Reagenti potrebbero influenzare uno stesso Elemento.

La magia troll non si può scrivere su pergamene, distillare in pozioni o insegnare.

Gruppo e gioco

Come in Trollbabe, secondo me ha senso giocare un gruppo (piccolo) di sole Trollbabe. In fondo sono le creature più strane e particolari che il mondo conosca e qualsiasi cosa incontrino sarà incuriosito da loro, ruberebbero la scena a tutti gli altri.

Se poi vogliamo tenere l’idea del gioco originale, quella in cui le Trollbabe sono già superiori all’essere umano normale (cosa che cozza con lo spirito OSR e mi convince poco, ma fate voi), conviene che non partano dal livello 1, ma da un po’ più su.

Una nuova casa

Dopo un po’ di conflitti con il vecchio blog, ho deciso di spostarmi su un sistema più facile da gestire. Niente di hostato in casa, niente macchina da gestire, niente riavvii improvvisi, niente lunghi periodi offline. I post li dovrò spostare a mano dal vecchio blog, probabilmente nel prossimo paio di giorni. Oggi parliamo invece di come funziona questo nuovo blog, che dovrebbe essere un setup più leggero, anche se mi sono bruciato l’interfaccia web. Meglio, la riga di comando ha il suo fascino.

Molto bello, non trovate?

Hexo

Giochicchiando in giro, ho trovato Hexo, che prometteva, oltre che di essere molto cinese, di essere molto semplice da usare. La logica è la stessa di grav (il vecchio sistema): i post sono file di markdown (tipo quello nella schermata che vedete sopra) e vengono trasformati in HTML per la visualizzazione. La differenza tra il vecchio sistema e il nuovo sistema è che grav trasformava tutto al volo, quando qualcuno caricava (e al massimo ci metteva una cache), hexo invece lo fa solo quando glielo dite voi, poi serve sempre lo stesso post finché non lo forzate a cambiare.

Il vantaggio di questo approccio, dal mio punto di vista, sta nel fatto che ora posso appoggiarmi a un qualsiasi servizio che hosti siti statici (costano meno) e smettere di preoccuparmi di questo o quell’aggiornamento. Semplicemente, una volta finito di scrivere il post, faccio hexo deploy e arriva sul sito. E poi trovo che questo modo di scrivere sia più rilassante (potete usare anche un altro editor di testo per questo lavoro, se non trovate vim così rilassante).

Heroku

Hexo permette il deploy direttamente su Heroku, come sito statico. Io ho un rapporto di amore/odio verso Heroku, perchè mi piace tantissimo l’idea, ma sui siti dinamici fa un po’ cagare, a meno di non dargli davvero tanti soldi. Sui siti statici si comporta meglio, quindi non vedo perché no.

HTTPS

L’unica rottura è che se voglio l’HTTPS fatto bene (a breve metto su quello fatto “meno bene” della CDN), devo pagare. Però, al massimo, me ne vado su un altro servizio, tanto basta che regga l’HTML.

Bene, questo è quanto, ora torno a spostare i post.

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